lunedì 29 agosto 2016

BASTA MORTI PER NEGLIGENZA E INCURIA DEI MEDICI!



Siamo due neo genitori e con questa petizione ci rivolgiamo a tutte le mamme e papà, a tutti i futuri genitori e a tutti coloro che ogni giorno si affidano totalmente e mettono la propria vita e quella dei propri cari nelle mani di medici, odontoiatri e specialisti con la speranza di una guarigione o di un miglioramento delle proprie condizioni di salute o per portare felicemente a termine il concepimento e la nascita dei propri figli.


Persone con alle spalle anni e anni di studi, di praticantato, di esperienza e di costanti aggiornamenti che la professione e il progredire dei tempi richiede ha nelle mani tutto quello che di più caro e insostituibile abbiamo: la nostra vita, la vita del nostro/a compagno/a, dei nostri fratelli, dei nostri genitori, dei nostri figli e di quelli che avremo.



E’ un mestiere sicuramente molto appagante ma anche molto difficile, non certo alla portata di tutti. Non abbiamo mai preteso da noi stessi di esercitare la professione medica, non ne saremmo capaci.


Quello che pretendiamo però è che la persona che abbiamo di fronte, quella donna o quell’uomo, al quale abbiamo affidato la nostra vita e quella delle persone più care, non sia il medico migliore del pianeta, ma che sia capace, che sappia quello che fa, che sappia cosa sono quei valori per noi incomprensibili, che sappia se quel fastidio che sentiamo sia importante o meno, che sappia leggere da quelle immagini sul monitor se la nostra bimba sta bene o meno, che sappia, se necessario, porsi anche dei dubbi e dei limiti.


Un errore in campo medico vuol dire perdere la vita, perdere la vita di tua figlia/o o della figli che avrai.

Basta pensare a tutti quei figli che hanno visto sopravvivere il proprio genitore ad un delicato intervento per poi morire per un infezione ospedaliera contratta in un ambiente che avrebbe dovuto essere sterile, a tutti quei mariti e compagni che anziché festeggiare la nascita del proprio figlio si sono visti portare via moglie e figlio nel giorno che doveva essere il più bello della loro vita, a quei genitori che non si sono visti diagnosticare un infezione al proprio nascituro per poi dover sopportare di vederlo morire a pochi anni dalla nascita, a tutti coloro che hanno visto nella trasfusione una possibilità di salvezza e invece hanno incontrato solo sofferenza o peggio, la morte.

Non vogliamo certo dire che tutti i medici sono negligenti o non sanno fare il loro mestiere:  nella nostra vita abbiamo incontrato nella quasi totalità persone competenti e serie sulle quali abbiamo riposto una grande fiducia, persone  che stimiamo moltissimo per come svolgono il loro lavoro. Purtroppo però cosi come ci sono medici seri e diligenti, ci sono anche quelli che non si fanno il minimo scrupolo di coscienza, intenzionalmente o meno, nel mettere in pericolo o sottovalutare la vita dei pazienti che si affidano a loro, gettando così fango su una categoria professionale che merita rispetto e ammirazione.

Quello che chiediamo è che non vengano dimenticati e non si verifichino più casi come quello del ginecologo della famiglia del piccolo Bryan (è emerso che aveva già un altro precedente), delle donne morte di parto e dei loro bimbi mai nati a causa di criticità negli ospedali, dei morti di Brindisi (e di chissà in quante altre città) per un’infezione contratta in ospedale e come loro tutte le morti e gli “errori” di cui nessuno parla o che nel giro di breve vengono dimenticate.


Oggi il paziente che ha subito un danno per un errore medico ha il “diritto” di richiedere un risarcimento.


Ma non è con un risarcimento o con una causa che si rimedia al male subito!


Occorre lavorare sulla prevenzione tutelando sia i medici che devono svolgere con competenza la loro professione, sia i pazienti.


Perché i controlli negli ospedali vengono fatti dopo che le persone muoiono?

Perché nessuno sapeva che quel medico era già stato accusato di negligenza e imprudenza mentre continuava ad esercitare indisturbato la professione?

Perché solo dopo che sono morti madri e  bambini si scopre che la struttura sanitaria aveva delle criticità?

Ciò che chiediamo dunque con questa petizione è un disegno di legge a TUTELA DEL PAZIENTE E DELL’AMMALATO, che preveda:

  •   controlli sistematici e regolari sulle strutture sanitarie e sul personale del territorio italiano prima che possa accadere la disgrazia e non dopo! (nei casi delle donne morte di parto in alcuni ospedali l’I.S.S. ha individuato criticità e carenze sia di carattere organizzativo che clinico nella gestione delle emergenze);
  •   nel caso in cui ci sia anche solo il sospetto che un medico operi con “negligenza”  che questo venga sospeso immediatamente dal servizio fino ad un accertamento da parte degli organi competenti;
  •  che un medico di cui sia stata accertata la negligenza e che sia stato condannato per “comportamento improntato ad imprudenza e imperizia” non metta in pericolo altre vite non esercitando più la professione a vita (nel caso del ginecologo di Parma è emerso che in passato era stato condannato dal tribunale ad un “risarcimento” per non aver diagnosticato un’infezione ad una donna in dolce attesa provocando così la nascita di una bambina gravemente inferma morta dopo anni di atroci sofferenze non solo sue ma per tutta la famiglia).

La salute e la vita sono un nostro insindacabile diritto, non sono a discrezione della non curanza di chi si professa medico!

giovedì 3 marzo 2016

MAMMA vista con gli occhi di una futura mamma


Ho sempre pensato che se e quando avrei avuto la fortuna di diventare mamma avrei cercato con tutte le mie forze di evitare gli sbagli che ha fatto mia mamma con me e i miei fratelli.

Ultimamente invece, ripensandoci, non riesco a vedere il benché minimo difetto o errore che possa aver commesso quella straordinaria donna che è mia mamma.


Perché prima pensavo che lei potesse aver sbagliato in qualcosa?
E soprattutto quali sono questi errori che prima vedevo e che ora, pur con il massimo dell’impegno che ci posso mettere, il mio neurone non trova assolutamente più nulla?
Ha sbagliato nell’allevare e crescere tre figli praticamente da sola (ovviamente con mio padre) ma senza il supporto dei propri genitori lontani?
Senza amicizie o conoscenze in una città per lei ancora nuova e sconosciuta?
Ha sbagliato nel dare a tutti e tre una buona educazione e l’istruzione migliore che potesse ritenere anche ben oltre le possibilità economiche?

Probabilmente sarà la presenza di questo magnifico piccolo vivace esserino scalciante che cresce nella mia pancia, a farmi vedere mia mamma e la mamma del mio compagno, in un modo forse diverso, forse meno critico o meglio, meno egoistico.
Una mamma che si dedica con amore e attenzione verso i figli non sbaglia, e certo non si deve crucciare se il proprio figlio non ha preso proprio la strada che avrebbe voluto o se non ha la testa sulle spalle.
Siamo noi figli che ci perdiamo per strada, che siamo talmente accecati dal nostro ego, che vediamo solo noi stessi come giusti e gli altri che sbagliano o che ci sono contro.

Credo che dopo un po’ il compito “educativo” di un genitore finisca e inizi poi la messa in pratica del figlio su quello che ha assimilato o meno. O forse no. Sicuramente se certe cose non si imparano da piccoli, inculcarli poi nella mente di un adulto è un’impresa ardua, non impossibile, ma estremamente difficile che forse solo un genitore può intraprendere.

Una mamma non smetterà mai di essere tale: anche se ormai ha superato i 60 e tra pochi mesi diventerà nonna, anche se sua figlia ha superato i 30 e ora si ritrova con lei a far shopping di pannolini e tutine, anche se l’altra figlia ha deciso di andare a vivere da sola pur contro il suo parere, anche se l’ultimo figlio (sempre e comunque piccolo pur alla soglia dei 22 anni) ha imparato a cucinare, lei è sempre lì, pronta ad aiutarti, a consigliarti, a sgridarti e a consolarti come quando ero piccola.
E’ invisibile ma c’è sempre.
Invisibile perché siamo noi “figli” a non vederla, ad essere talmente tanto ciechi da non vedere quanto ci ha dato e quanto ci sta dando, a tutte le pene e i sacrifici che solo una madre e anche un padre possono dare verso un altro essere umano.

Ora a meno di 3 mesi dalla nascita della mia piccola mi chiedo se sarò in grado, se sarò all’altezza di crescerla ed educarla come mia mamma ha fatto con me.

Quello che è certo è che senza il suo supporto, i suoi consigli, la sua vicinanza e il suo volermi bene non avrei tutta questa forza e questa sicurezza in me. Certo il supporto di un compagno in un momento così delicato è insostituibile ed estremamente importante, ma quello di una mamma, della tua mamma, è diverso, è speciale.

Non è partorendo un bimbo che si diventa davvero mamme e papà, ma (forse) è con i sacrifici di una vita intera spesa per loro e un continuo dono d’amore incondizionato, a volte mal ripagato, altre non contraccambiato, che, forse, ci si può davvero definire mamma e papà.
Per me tutto questo rimarrà per un bel po’ un gran punto interrogativo, per mia mamma è una certezza.

venerdì 26 febbraio 2016

...la mia libreria... SEI LA MIA VITA

Una meravigliosa dolce e passionale e allo stesso stempo struggente dichiarazione di amore.


Tutta una vita ricca di emozioni, di amicizie e soprattutto di amore raccontata a quell’unica persona che ti cambierà la vita e che senza di lei ora nulla avrebbe più senso.
Con questo magistrale racconto sull’amore per niente banale e scontato, mi sono immersa completamente nella sua vita dove a personaggi intellettuali e raffinati si alternano figure bizzarre e indimenticabili con le loro storie esilaranti dai tratti comici ma anche tristi. Il tutto ambientato nella Roma degli anni ‘70- ‘80 dove l’autore riesce a far emergere tra l’altro anche tutte le difficoltà alle quali un amore “non convenzionale” doveva andare incontro in quegli anni (e dopotutto anche in questi).

"...Diffido di chi procede per esclusione, di chi si fa guidare dai preconcetti. È come vivere in bianco e nero, rinunciando alle meravigliose sfumature che riscaldano l’esistenza. Il rosso dell’amore possibile e il viola di quello perduto, il verde dell’amicizia che non morirà mai, il giallo della felicità assoluta. Ogni sentimento ha il suo colore. È quando le troppe emozioni ti confondono, basta chiudere gli occhi per riconoscerle. Io so già cosa vedrei. Vedrei tutti i colori dell’arcobaleno, perché tu sei il rosso dell’amore possibile e il viola di quello perduto, il verde dell’amicizia che non morirà mai e il giallo della felicità assoluta. Eppure, se sei diventato la mia vita, è stato solo per caso.Oggi so che se l’amore ti cerca, spetta a te farti trovare. Per questo occorre lasciare aperte tutte le porte: non sai mai chi potrebbe entrare, cosa ti potrebbe portare. Amo i colpi di scena. MI è sempre piaciuto sperimentare, avventurarmi lungo strade sconosciute. E poi ho incontrato te, il più inatteso degli imprevisti.
Con te rinasco ogni giorno: parto verso pianeti inesplorati, percorro sentieri mai battuti, senza perdermi mai. Lo so che può essere difficile da credere con tutto quello che ci è successo, ma se solo tu volessi tornare a darmi una direzione, potrei seguirti anche a occhi chiusi, perché tu sei il mio Sud e il mio Nord, la bussola che mi orienta. E anche ora, dove ti sto portando se non nel luogo che più ami e dove sai essere felice? … …Nel mio cuore c’è solo un prima di te e un durante te: è senza di te che non riesco a nemmeno a immaginarmi. ..."

venerdì 8 gennaio 2016

Italia paese del terzo mondo...o peggio....

Parma
" Un "errore di lettura" dell’ecografia morfologica fatta al quinto mese, o una sua ''cattiva esecuzione», potrebbe spiegare il caso del bimbo nato a Parma privo di gambe senza che alcuna malformazione fosse stata precedentemente segnalata alla madre. "Abbiamo avviato subito un'indagine: dai primi esiti delle verifiche risulta che tutta la gravidanza sia stata seguita fino all'ottavo mese in ambito privato e dunque non all'interno dei percorsi di sicurezza e garanzia del sistema sanitario pubblico o privato accreditato"... i direttori generali delle due Aziende sanitarie di Parma... "
Salerno
È accaduto nei primi giorni del 2016. Una mamma alla seconda gravidanza si è recata in ospedale a Cava per degli esami, dopo aver trovato il reparto di Ginecologia chiuso la donna è corsa al Ruggi di Salerno, il feto, però, era già senza vita. ...Un caso drammatico che pone molti dubbi sulla tempestività e l'efficacia dell'intervento dei medici, oltre all'incognita più dolorosa: se il reparto di ginecologia fosse stato aperto e funzionante, il bimbo si sarebbe salvato? "
Bassano del Grappa 
" ...Il 29 dicembre, all'ospedale di Bassano del Grappa, è morta Marta Lazzarin, blogger di 35 anni ricoverata nel pomeriggio alla 27esima settimana di una gestazione che non le aveva mai dato problemi. Era arrivata al pronto soccorso con febbre alta e dolori addominali. Si era perforato il sacco amniotico e il feto era morto, probabilmente da un paio di giorni. Marta è entrata in coma dopo un arresto cardiocircolatorio durante il travaglio per espellere il feto. Inutili i tentativi di rianimarla. "
Foggia
" ...29 dicembre una giovane di 23 anni, incinta di nove mesi di una bambina, è morta in casa a Foggia per cause da accertare. In pochi minuti, il corpo è stato portato agli Ospedali Riuniti della città pugliese. I medici, con un cesareo post-mortem, hanno fatto nascere la piccola, rianimandola. La neonata è in discrete condizioni... "
Brescia 
"... 30 anni, già mamma di due bambini, morta il 31 dicembre a Brescia insieme al bimbo del quale era incinta da otto mesi."
Vicenza
 " Il 25 dicembre una 34enne di Meledo di Sarego, nel vicentino, è morta nell'ospedale di San Bonifacio, in provincia di Verona, dopo che l'antivigilia di Natale era caduta in casa. Sottoposta a un parto cesareo d'urgenza, è morta sotto i ferri, mentre il neonato è deceduto successivamente in un altro ospedale. "
Torino
"Nella notte del 26 dicembre è morta per arresto cardiocircolatorio in sala parto all'Ospedale Sant'Anna di Torino, incinta al nono mese di una bimba. Poco prima aveva dato alla luce la sua primogenita, nata morta. Secondo l'ospedale si è trattato di una "complicanza rarissima e imprevedibile". La procura di Torino ha aperto un'inchiesta. "


e dulcis in fundo...

" ...arriva la dichiarazione del ministro Beatrice Lorenzin sul caso di Torino. “I primi risultati che stanno arrivando riguardano il caso di Torino, dove non risultano delle responsabilità dirette dell’Ospedale Sant’Anna. Credo si tratti di una drammatica casualità – dice la Lorenzin a SkyTg24 – alla quale bisogna però dare risposte”. Sono state le quattro donne morte in sala parto nei giorni scorsi e deceduti sono anche i bambini che avevano in grembo.
Si è trattato, ha sottolineato il ministro, di “un susseguirsi di casi in ospedali diversi”, che ha visto coinvolte donne in condizioni differenti. Per il ministro “bisogna partorire in strutture sicure”, ma nei territori in cui ciò non è possibile “deve esserci una rete di emergenza in grado di intervenire” "

Mi chiedo solo con che coraggio osa dire "credo si tratti di una drammatica casualità", "tutti gli ospedali assolti", "non risultano responsabilità dirette", “bisogna partorire in strutture sicure”

MA CHE SIGNIFICA????
di chi è colpa della donna che è morta?
è colpa del bambino morto?
le strutture non erano sicure?? non mi pare siano state seguite da maghi e chiromanti!!

Caso strano non è mai colpa di nessuno, ma peccato che a pagare non è il medico che poveraccio ha sbagliato (tutti possono sbagliare...o no?!?!) o dell'ospedale chiuso, ma a pagare è il compagno che non potrà mai stringere il suo bimbo e la sua donna, è il bimbo che non potrà mai camminare o peggio ancora non potrà mai vedere il sorriso della madre.