giovedì 3 marzo 2016

MAMMA vista con gli occhi di una futura mamma


Ho sempre pensato che se e quando avrei avuto la fortuna di diventare mamma avrei cercato con tutte le mie forze di evitare gli sbagli che ha fatto mia mamma con me e i miei fratelli.

Ultimamente invece, ripensandoci, non riesco a vedere il benché minimo difetto o errore che possa aver commesso quella straordinaria donna che è mia mamma.


Perché prima pensavo che lei potesse aver sbagliato in qualcosa?
E soprattutto quali sono questi errori che prima vedevo e che ora, pur con il massimo dell’impegno che ci posso mettere, il mio neurone non trova assolutamente più nulla?
Ha sbagliato nell’allevare e crescere tre figli praticamente da sola (ovviamente con mio padre) ma senza il supporto dei propri genitori lontani?
Senza amicizie o conoscenze in una città per lei ancora nuova e sconosciuta?
Ha sbagliato nel dare a tutti e tre una buona educazione e l’istruzione migliore che potesse ritenere anche ben oltre le possibilità economiche?

Probabilmente sarà la presenza di questo magnifico piccolo vivace esserino scalciante che cresce nella mia pancia, a farmi vedere mia mamma e la mamma del mio compagno, in un modo forse diverso, forse meno critico o meglio, meno egoistico.
Una mamma che si dedica con amore e attenzione verso i figli non sbaglia, e certo non si deve crucciare se il proprio figlio non ha preso proprio la strada che avrebbe voluto o se non ha la testa sulle spalle.
Siamo noi figli che ci perdiamo per strada, che siamo talmente accecati dal nostro ego, che vediamo solo noi stessi come giusti e gli altri che sbagliano o che ci sono contro.

Credo che dopo un po’ il compito “educativo” di un genitore finisca e inizi poi la messa in pratica del figlio su quello che ha assimilato o meno. O forse no. Sicuramente se certe cose non si imparano da piccoli, inculcarli poi nella mente di un adulto è un’impresa ardua, non impossibile, ma estremamente difficile che forse solo un genitore può intraprendere.

Una mamma non smetterà mai di essere tale: anche se ormai ha superato i 60 e tra pochi mesi diventerà nonna, anche se sua figlia ha superato i 30 e ora si ritrova con lei a far shopping di pannolini e tutine, anche se l’altra figlia ha deciso di andare a vivere da sola pur contro il suo parere, anche se l’ultimo figlio (sempre e comunque piccolo pur alla soglia dei 22 anni) ha imparato a cucinare, lei è sempre lì, pronta ad aiutarti, a consigliarti, a sgridarti e a consolarti come quando ero piccola.
E’ invisibile ma c’è sempre.
Invisibile perché siamo noi “figli” a non vederla, ad essere talmente tanto ciechi da non vedere quanto ci ha dato e quanto ci sta dando, a tutte le pene e i sacrifici che solo una madre e anche un padre possono dare verso un altro essere umano.

Ora a meno di 3 mesi dalla nascita della mia piccola mi chiedo se sarò in grado, se sarò all’altezza di crescerla ed educarla come mia mamma ha fatto con me.

Quello che è certo è che senza il suo supporto, i suoi consigli, la sua vicinanza e il suo volermi bene non avrei tutta questa forza e questa sicurezza in me. Certo il supporto di un compagno in un momento così delicato è insostituibile ed estremamente importante, ma quello di una mamma, della tua mamma, è diverso, è speciale.

Non è partorendo un bimbo che si diventa davvero mamme e papà, ma (forse) è con i sacrifici di una vita intera spesa per loro e un continuo dono d’amore incondizionato, a volte mal ripagato, altre non contraccambiato, che, forse, ci si può davvero definire mamma e papà.
Per me tutto questo rimarrà per un bel po’ un gran punto interrogativo, per mia mamma è una certezza.