martedì 14 novembre 2017

La famiglia del mulino bianco non esiste - parte 2


Per creare una famiglia non bastano gli sforzi di una persona. Bisogna impegnarsi tutti per far andare bene le cose. Che poi non è che bisogna farle andare bene per forza se non vanno, non vanno. Basta!


Una cosa che ho sempre pensato e di cui sono ancora convinta al 100% è che mia figlia deve crescere con un ambiente sereno in casa anche se questo vuol dire separarsi.

Una cosa che non capisco è...ma quando dire basta?
Quando una persona può dire di averle provate tutte e nessuna funziona?
C'è un elenco di cose da provare prima di dire basta è finita? C'è un vademecum o qualcosa di simile?
O è la pazienza a far dire basta?

E' che poi è solo un anno che non si vede la pace in casa se non per sporadici giorni...un anno e mezzo...no anche durante la gravidanza...quindi sono quasi due.

Prima era casa dei miei genitori ad essere un inferno, ora l'inferno ha spostato la sua residenza.
Sono io allora a portarlo?
No perchè anche dai miei io comunque non c'ero. Quindi questa ipotesi la escludo, ok niente esorcista per ora.

Quindi? E quindi sono stanca, mi sento talmente tanto avvilita, stanca, sfibrata, senza energie, senza vitalità, ne' voglia di fare qualsiasi cosa, soprattutto senza voglia di provarci.
La tentazione di mandargli un messaggio "basta sono stanca non ce la faccio a continuare così" è tanta, però poi penso se davvero le ho provate tutte se davvero, come già suggerito non sia il caso di consultare un esterno. Forse direi l'ultima tappa poi davvero c'è da dire basta.

Quindi il detto "tra moglie e marito non mettere il dito" non è vera.
Ma noi non siamo moglie e marito.

Ricordo il periodo della gravidanza da una parte con nostalgia e dall'altra parte con rabbia: ho passato giorni meravigliosi e ho passato periodi tristi pieni di malumori e sola molto sola.

Ho passato i primi mesi della maternità sola e sempre di malumore sempre a litigare.

Ora non è cambiato molto.
Prima avevo l'amore di una persona, ora ho l'amore di un figlio ma non ho l'amore di una persona.
E questo mi manca, mi manca da morire.

Prima ridavamo sempre, eravamo sempre allegri per qualsiasi cosa, la cosa che mi è sempre piaciuta del nostro rapporto era l'allegria che c'era tra di noi: non passava una sola giornata in cui non si era riso insieme.  E c'era amore, passione, complicità, rispetto, ci si aiutava l'un con l'altro, ci si faceva favori a vicenda, si decideva insieme o comunque ci si parlava, ecco si parlava molto, anche di sciocchezze anche di cose serie. Prima non c'erano regali materiali ma gesti: una colazione preparata, un abbraccio, una coperta rimboccata, un tu cucini allora io apparecchio, c'era un dai oggi passa a prendere questo al super se non c'è in casa che domani cucino io. C'era un grazie e c'era un per favore. C'erano sguardi dolci e abbracci lunghi. Prima c'era anche una vaga idea di matrimonio.
Prima c'erano le iniziative, non si aspettava che lo facesse l'altro. Prima c'era la voglia di tornare a casa e vedere l'altro. C'erano i ti amo e i ti voglio bene. E c'era la voglia di un figlio, di un piccolo noi.

Adesso non c'è più niente di questo.

Adesso ci sono io e mia figlia.
Adesso c'è lui e sua figlia.

Io sono stanca. Ho in mente l'immagine di un caco: tolto il picciolo inizi a spolparlo con il cucchiaino, raschi la buccia per prendere anche l'ultimo goccio di nettare, e rimane ne rimane solo la buccia, disintegrata. Ecco io mi sento così come un caco spolpato e disintegrato.

Sono cambiata è vero ma un figlio deve per forza portare a dei cambiamenti, cambiamenti che devono avvenire in entrambi e nella stessa direzione.
Così non è successo.
Anche lui è cambiato, è freddo, pensa unicamente ai "doveri". Ha cominciato a farmi regali materiali. Quando ci siamo conosciuti e voleva regalarmi qualcosa, ghi ho detto che il regalo migliore che potesse farmi è del tempo insieme: un weekend fuori, una giornata al mare, una giornata insieme anche a casa. Questi sono i regali che gli ho sempre chiesto.
Gliel'ho ricordato anche di recente, penso il mese scorso o poco più.
L'ho sorpreso la scorsa settimana a cercarmi un fottutissimo cellulare nuovo che non mi serve.

Non sento più che mi ama, sento di non contare nulla, nelle decisioni io non sono contemplata, ciò che penso non viene ascoltato o preso in considerazione.
Le mie funzioni: pulire casa, preparare da mangiare, far rimbalzare le colpe, occuparsi della figlia, scopare ogni tanto.
Un mix tra una colf e una puttana.

mercoledì 8 novembre 2017

La famiglia del mulino bianco


E' tutta un'illusione. E la prima ad essermi illusa sono io. E' una cosa che non mi appartiene, non ora, forse mai.