Lo diciamo tante volte…
Ma in realtà quante volte lo pensiamo davvero?
Personalmente non saprei dare una stima di quante volte oltre ad averlo detto l’ho anche pensato, sicuramente non tutte, probabilmente non tante.
Cattiveria, egoismo, ipocrisia, invidia, tristezza … penso siano questi i sentimenti o gli stati d’animo che ci spingono a dire ciò che non pensiamo o proprio l’esatto contrario.
Insomma stinchi di santo non siamo, ma non siamo neanche diavoli.
A volte penso che nella sventura, nelle ingiustizie, nei vari incidenti di percorso che capitano nella nostra vita e che ci fanno precipitare in una sorta di limbo cerchiamo qualche altro sventurato compagno di viaggio.
Qualcun altro nella nostra stessa situazione insomma. E quando lo troviamo siamo leggermente sollevati nel non essere gli unici sfigati a non essere nella merda fino al collo, anche se questo non migliora sostanzialmente la nostra situazione.
E ovviamente quando gli altri sventurati riescono a risollevarsi, noi ri-sprofondiamo nel nostro baratro anche se effettivamente non ci siamo mai mossi.
Quindi, forse, in alcuni casi, dietro quel velo di ipocrisia dato da quelle quattro parole celiamo solo un senso di solitudine e scoraggiamento dato da questo momento di fragilità dove basta una piccola rassicurante comprensione per tirarci su il morale.
Quando però la mente si libera da rabbia e frustrazione e si ritorna obiettivamente lucidi, capita, e a me succede, che ripensando a quello che fino a poco tempo prima ci ha logorato l’umore e rovinato la giornata fin da quando ha suonato la sveglia se non prima che non ha nessun senso, non è corretto.
Mi viene in mente proprio ora il sorriso di una persona a cui voglio un gran bene…e mi viene da sorridere. Eppure dalle 7 di stamattina ad ora non è cambiato nulla…anzi no è cambiato il modo in cui vedo le cose.
Una situazione economica non proprio serena, un ambiente famigliare non proprio tranquillo, ogni cosa fatta non è mai andata per il verso giusto creando guai a non finire, e problemi e preoccupazioni non mancano mai, ma sembra una banalità o la tipica frase fatta, ma ripensando a questo sorriso, tutto questo non sembra così problematico e tragico.
E comunque il sorriso di una persona a cui vuoi bene non è mai banale nè scontato.
Fece un sorriso comprensivo.
Era uno di quei rari sorrisi che racchiudono un tocco di rassicurazione eterna, e nel quale ci si imbatte quattro o cinque volte nella vita.
Per un istante affrontava l'eternità intera per poi concentrarsi su di te con un'irresistibile predilezione nei tuoi confronti.
Ti comprendeva fino al punto in cui volevi essere compreso, credeva in te come tu vorresti credere in te stesso e ti assicurava che di te aveva esattamente l'impressione che, al tuo meglio, sapevi dare.
(Il Grande Gatsby)
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