lunedì 28 settembre 2015

Spaghetti al pomodoro cinese...chi vuole favorire?!?

E poi ci chiediamo come mai ci ammaliamo sempre così frequentemente?!?!?

http://www.change.org/p/vogliamo-il-vero-made-in-italy-veromadeinitaly

Ringraziamo lo Stato che permette certi "affari", e l'onestà di molte, tante, troppe aziende.


mercoledì 26 agosto 2015

Arredando come Aiazzone e come tanti altri casi simili...

Le notizie dei media di truffe più o meno conosciute si susseguono ormai così periodicamente che non ci si dovrebbe quasi più stupire quando si viene a conoscenza di persone raggirate che hanno perso i propri risparmi a causa di questi imbroglioni.
Ma ciò che mi dà da pensare, non è tanto come la gente ci possa cascare, ma come in certi casi non ci siano controlli a sufficienza tali da impedire questo genere di raggiri.

Prendiamo ad esempio un nuovo caso che sta timidamente comparendo sotto la luce dei riflettori, non solo della stampa ma anche delle autorità competenti: sto parlando del caso Arredando Ingrosso Arredamenti che ha sparso vittime non solo in Piemonte ma anche nelle province di Piacenza Parma Cremona ecc…

Si tratta del classico gioco di scatole cinesi, di 3 società aperte con lo stesso marchio, di personaggi diversi che si susseguono, di soldi rubati alla gente.

Eppure di casi precedenti non ce ne sono pochi.
Basti pensare al famosissimo caso Aiazzone del 2011. Nel medesimo anno in Lombardia hanno dovuto vedersela con Katia Arredamenti, nel 2012 le forze dell’ordine hanno scoperto un mobilificio fantasma nel milanese, mentre un anno dopo è fallito La Casa Arredamenti Srl nella provincia di Pordenone. E se vogliamo tornare indietro nel 2006 Centro Arredamento ha fatto vittime tra Castelvetro Piacentino e Cremona, e questi sono solo i più recenti.

E adesso? Adesso ci sono le saracinesche abbassate, i sigilli della guardia di finanza, centinaia di persone che hanno perso i loro risparmi...e queste persone che fine hanno fatto? I "proprietari" più o meno veri dove sono? Escludendo i dipendenti rimasti senza lavoro e stipendio gli altri che fine hanno fatto? E soprattutto i soldi in quale tasca sono finiti? 


Quello che mi chiedo, nella mia ignoranza, e se proprio non si possono scoprire prima questo tipo di raggiri, se con controlli incrociati le autorità o chi per loro non potevano chiedersi perché vengono aperte 3 diverse società con lo stesso marchio e nella medesima sede e andarci a guardare per bene. 


venerdì 12 giugno 2015

...la mia libreria: SE MI VUOI BENE

"...E' molto facile volere bene a qualcuno. È gratis, a volte ci viene pure naturale e non ci fa sprecare nemmeno tempo e denaro. La cosa difficile non è voler bene a qualcuno, ma è fargli del bene. C’è una sottile ma fondamentale differenza. … Osservai i miei due commensali come fossero dei supereroi. Strano come si possa diventare amici in poche ore e si possa restare sconosciuti dopo un secolo passato insieme."


Diego Anastasi all’età di 46 anni e un matrimonio fallito alle spalle si ritrova a fare i conti con una terribile quanto inattesa depressione. Il suo malessere lo spinge a cercare aiuto e conforto tra le persone che più ama, scoprendo a malincuore che nessuna di queste ha tempo per lui e per aiutarlo.
Dopo un gesto estremo, quando tutto sembrava andare a rotoli, un’inaspettata amicizia gli apre finalmente gli occhi: nessuno si occupa di lui perché lui non si è mai occupato degli altri.
Decide quindi di adoperarsi in modo attivo per le persone che più ama.

Attirata più dal titolo che dalla storia ho comprato questo libro poco tempo fa e in poche sere l’ho divorato.
Un mix di ironia e serietà ha dato vita a una bella storia scorrevole dalla prima all’ultima pagina.

"... Scoppiai a ridergli in faccia ancor prima di rispondere al saluto. Il mio psicanalista aveva un’inquietante somiglianza con Don Chuck Castoro. A causa di un incisivo molto più grande e sporgente dell’altro e del ciuffetto solitario in mezzo alla pelata, era più simile a un enorme roditore incravattato che a un Homo sapiens. Anche la voce sembrava uscita da un cartone animato, con una nota strozzata in falsetto che la rendeva irresistibilmente comica. Doveva essere più o meno coetaneo della moglie, mail suo girovita esagerato testimoniava un eccesso di confidenza con i carboidrati. Compresi in quel momento l’espressione autunnale sul viso della malcapitata coniuge. Evitai di spiegare al castoro gigante il motivo della mia risata e provai ad assumere un contegno più serioso. Questo lo convinse che avevo davvero bisogno di cure. ..."

"... Ho imparato che esiste una medicina capace di creare in modo continuo e illimitato la serotonina e la dopamina che ci impediscono di cadere vittime della melanconia. È gratuita, disponibile a ogni latitudine e conosciuta dalla notte dei tempi. Le hanno dedicato poesie e canzoni, la sua efficacia è riconosciuta dalla scienza e dalla religione. È l’unica medicina che non ha controindicazioni e non ha bisogno di un bugiardino. Il suo utilizzo è istintivo e naturale, anche se purtroppo, a volte, ci dimentichiamo di prenderla. Non è in pasticche, né in fiale, né in polvere, è diffusa nell’aria come l’ossigeno, a disposizione di chi la sa riconoscere. Senza di lei, niente di quello che facciamo ha senso per davvero. ..."

giovedì 4 giugno 2015

....la mia libreria....IO PRIMA DI TE...

E’ un romanzo che ti travolge ed emoziona, ti commuove e ti fa sorridere. 
Intenso dalla prima all'ultima pagina.


Io prima di te è la storia di un incontro tra due persone diverse: Louisa che vive nel suo piccolo mondo fatto di semplicità senza sorprese e senza rischi con un lavoro da cameriera senza troppe pretese e una relazione con Patrick che forse, in cuor suo sa di non amare, e Will Traynor costretto a rinunciare a successo ricchezza e felicità a causa di un incidente che lo vede bloccato in una sedia a rotelle per il resto della sua vita.

Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l'una all'altra a mettersi in gioco.
Il legame che si crea tra i due personaggi è dolce e profondo: rispetto, amicizia, solidarietà, amore sono i sentimenti che si respirano in ogni pagina del libro e che trasportano il lettore all’interno di questa storia d’amore che è tutto fuorché banale e scontata.


"Lo baciai, cercando di riportarlo indietro. Lo baciai e tenni le labbra contro le sue finché i nostri respiri si mescolarono e le lacrime che sgorgavano dai miei occhi diventarono sale sulla sua pelle, e mi dissi che, da qualche parte, minuscole particelle del suo corpo sarebbero diventate minuscole particelle del mio, assorbite, inghiottite, vive, eterne. Volevo imprimere anche il più piccolo pezzettino di me contro di lui. Volevo lasciare qualcosa di mio dentro di lui. Volevo dargli ogni briciolo di vitalità che sentivo e costringerlo a vivere. Mi resi conto che avevo paura a vivere senza di lui. “Com’è che tu hai il diritto di distruggere la mia vita” volevo chiedergli “ma io non ho voce in capitolo nella tua?” Ma avevo fatto una promessa."

mercoledì 27 maggio 2015

Gatto in scatola!


Centrotavola di vero cristallo...

Scarpe uomo da ginnastica n. 40


Scarpe donna n. 37

Piccola riflessione (egoistica)

Sono contenta per te!
Lo diciamo tante volte…
Ma in realtà quante volte lo pensiamo davvero?
Personalmente non saprei dare una stima di quante volte oltre ad averlo detto l’ho anche pensato, sicuramente non tutte, probabilmente non tante.


Cattiveria, egoismo, ipocrisia, invidia, tristezza … penso siano questi i sentimenti o gli stati d’animo che ci spingono a dire ciò che non pensiamo o proprio l’esatto contrario.
Insomma stinchi di santo non siamo, ma non siamo neanche diavoli.

A volte penso che nella sventura, nelle ingiustizie, nei vari incidenti di percorso che capitano nella nostra vita e che ci fanno precipitare in una sorta di limbo cerchiamo qualche altro sventurato compagno di viaggio. 
Qualcun altro nella nostra stessa situazione insomma. E quando lo troviamo siamo leggermente sollevati nel non essere gli unici sfigati a non essere nella merda fino al collo, anche se questo non migliora sostanzialmente la nostra situazione.

E ovviamente quando gli altri sventurati riescono a risollevarsi, noi ri-sprofondiamo nel nostro baratro anche se effettivamente non ci siamo mai mossi.

Quindi, forse, in alcuni casi, dietro quel velo di ipocrisia dato da quelle quattro parole celiamo solo un senso di solitudine e scoraggiamento dato da questo momento di fragilità dove basta una piccola rassicurante comprensione per tirarci su il morale.

Quando però la mente si libera da rabbia e frustrazione e si ritorna obiettivamente lucidi, capita, e a me succede, che ripensando a quello che fino a poco tempo prima ci ha logorato l’umore e rovinato la giornata fin da quando ha suonato la sveglia se non prima che non ha nessun senso, non è corretto.

Mi viene in mente proprio ora il sorriso di una persona a cui voglio un gran bene…e mi viene da sorridere. Eppure dalle 7 di stamattina ad ora non è cambiato nulla…anzi no è cambiato il modo in cui vedo le cose.

Una situazione economica non proprio serena, un ambiente famigliare non proprio tranquillo, ogni cosa fatta non è mai andata per il verso giusto creando guai a non finire, e problemi e preoccupazioni non mancano mai, ma sembra una banalità o la tipica frase fatta, ma ripensando a questo sorriso, tutto questo non sembra così problematico e tragico.

E comunque il sorriso di una persona a cui vuoi bene non è mai banale nè scontato.



Fece un sorriso comprensivo.
Era uno di quei rari sorrisi che racchiudono un tocco di rassicurazione eterna, e nel quale ci si imbatte quattro o cinque volte nella vita.
Per un istante affrontava l'eternità intera per poi concentrarsi su di te con un'irresistibile predilezione nei tuoi confronti.
Ti comprendeva fino al punto in cui volevi essere compreso, credeva in te come tu vorresti credere in te stesso e ti assicurava che di te aveva esattamente l'impressione che, al tuo meglio, sapevi dare.
(Il Grande Gatsby)

martedì 26 maggio 2015

Soldi soldi soldi tanti soldi…chi ha tanti soldi vive come un pascia e a piedi caldi se ne sta!

Scoperto l’arcano motivo del perché ho sempre i piedi freddi anche in inverno!
Sentendo spesso parlare di guadagnare on-line in modo facile e veloce, di ricevere un mucchio di soldi stando comodamente da casa, ho provato a cercare qualcosa di serio.

Premesso che non credo a nessuno di questi annunci che svolazzano per la rete e che si sa sono tutte truffe (nessuno regala nulla), però, viste le mille spese che mi stanno capitando, e un misero stipendio per mantenere 4 persone + il mutuo…ho provato a vedere come si può arrotondare.

Oltre lavoretti tipo dog-sitter o cat-sitter da poter fare dopo il lavoro o nel weekend…ho trovato sul web altri modi interessanti per avere un piccolo extra.


Premetto che è sbagliatissimo dire che è un guadagno, perché con questo si presume che una persona ci possa vivacchiare, mentre con questa attività si ha solo un piccolo extra che comunque fa abbastanza comodo.

Sto parlando di sondaggi on line remunerati.


Ormai sono anni che sono iscritta a questi panel e posso dire con assoluta certezza che sono siti seri, affidabili e il buono che promettono di darti una volta raggiunto il punteggio arriva sempre.

Quello che chiedono questi siti è il “tempo” e anche una buona dose di pazienza spesso e volentieri. 

In cambio del nostro tempo loro ci danno punti, che una volta accumulati e raggiunta la soglia predefinita si trasformano in buoni spesa (ticket compliments spendibili in moltissimi negozi di supermercati, elettronica, negozi di scarpe e altro), ricariche telefoniche, buoni on-line, buoni carburante, e talvolta, ma in pochi, in bonifici bancari.
Io mi sono iscritta a questi panel di cui ribadisco la serietà:


Come funziona?


In tutti questi panel oltre all’iscrizione bisogna ovviamente compilare un proprio profilo dove di solito chiedono oltre ai dati anagrafici, la situazione famigliare, i tuoi interessi, lavoro, se possiedi l’auto o un altro mezzo, se hai animali, in alcuni casi anche il tuo stato di salute ecc…

Una volta fatta l’iscrizione e compilato il profilo…beh bisogna attendere che ti arrivino gli “inviti” via mail. 
Non è necessario, anche se consigliabile in alcuni casi, accedere ogni volta al sito per vedere se ci sono sondaggi disponibili, perché tutti i siti menzionati inviano una mail di notifica nella quale indicano che è disponibile un sondaggio, il link per poter accedere, e anche la durata e talvolta la remunerazione in punti.
Per questo tipo di attività come ho già accennato è necessario del tempo per rispondere ai sondaggi che variano dai 5 minuti ai 40 minuti e più lungo e il sondaggio e più punti guadagnerai alla fine.
Oltre al tempo è necessaria anche una buona dose di pazienza: spesso mi sono capitati periodi in cui non si vedeva l’ombra di un sondaggio, o sondaggi in cui inserivo solo il genere e l’età e subito venivo reindirizzata all’home page in quanto non rientravo nel target di persone da intervistare e periodi opposti in cui mi capitavano dai 3 ai 5 sondaggi a settimana.


I sondaggi hanno i temi più svariati: in moltissimi casi chiedono la nostra opinione su pubblicità, su prodotti nuovi che ci fanno conoscere in anteprima, su marche di automobili, di pneumatici o elettrodomestici, su dove facciamo acquisti di accessori per la casa, sui prodotti estetici e altro ancora. In alcuni casi mi è capitato che mi abbiano consegnato a casa campioni di profumi da provare e sui quali dare la mia opinione personale.

Provo a sintetizzare obiettivamente gli aspetti negati e positivi così potete vedere se fa per voi:
Aspetti negativi:
  1. un tempo variabile dai 5 ai 40 minuti a sondaggio
  2. ci vuole tempo per raggiungere la soglia per richiedere il premio
  3. il ticket (se cartaceo) può arrivare in 30/40 gg dalla richiesta
Aspetti positivi:
  1. iscrizione e disiscrizione gratuita
  2. partecipazione libera (non è obbligatorio rispondere agli inviti)
  3. piccolo extra utile per risparmiare sulle spese
Insomma dal mio punto di vista vale la pena provare, tanto 10 o 20 € in più da spendere non hanno mai fatto male a nessuno!

martedì 19 maggio 2015

...la mia libreria....Quella vita che ci manca




Leggere è una di quelle cose che ti porta in un'altra dimensione, in un'altra vita. In quei minuti, ore in cui mi immergo in una lettura che mi piace dimentico tutto: scompare la stanchezza della giornata, scompaiono i problemi, le mille cose da fare.
Ed è questo quello che più mi piace di un libro: quando riesce a farti immergere totalmente nella vita dei personaggi e mano a mano che vai avanti provi le stesse emozioni, le stesse paure e sentimenti, come se in quel momento fossi lui o lei.
“Quella vita che ci manca” insieme a “Il rumore dei tuoi passi” della stessa scrittrice è uno di quei libri che ti rapisce dalla tua realtà per trasportarti nel suo mondo.
Ciò che mi piace di questa scrittrice è il suo modo di scrivere e di raccontarti la vita dei personaggi.

Ha una scrittura graffiante e straordinaria che ti catapulta nella realtà grezza e sporca dei protagonisti dove delinquenza povertà e miseria sono all'ordine del giorno.
In questo quartiere degradato spicca la famiglia Smeraldo e tra loro c'è Valentino che sogna una vita diversa da quella alla quale sembra essere destinato.
La storia è molto cruda e a tratti molto violenta, però in mezzo a tutto questo la scrittrice riesce a creare un amore coinvolgente e appassionante che in un qualche modo sembra quasi abbellire quello che c'è intorno.


lunedì 18 maggio 2015

Attenzione! Morde!

Non chiamiamola semplicemente piantina....

Ci sono persone che....


Ci sono persone che passano il loro tempo a porsi quesiti che possiamo pure chiamare "esistenziali" e per loro di primaria rilevanza nella scala da 1 a 10.

Sembra strano ma ci sono tanti che si domandano ancora il perché uno dei due lacci finisca sempre per esser più lungo dell'altro!




sabato 16 maggio 2015

Mmmmh… cheeeeee buonooooo!




Non so esattamente come mi sia saltato in mente, ma la mia follia un giorno mi ha spinto a digitare sul motore di ricerca “olio di palma”.

E’ saltato fuori di tutto e di più: c’è chi lo vanta (pochi) e c’è chi lo condanna.

L’unica cosa che ho capito è che non ci sono studi scientifici a sufficienza per confermare o meno se è veramente così dannoso per la salute.

Ho provato a prendere un po’ di informazioni sul web e riassumendo a grandi linee la cosa certa è che, per far posto alle coltivazioni di palma da olio negli ultimi 20 anni sono stati deforestati milioni di ettari, nel sud-est asiatico soprattutto in Indonesia e Malesia, provocando un'impennata di gas serra nell’atmosfera e lo stravolgimento dell’assetto idrogeologico del territorio. Ma, nella mia più totale ignoranza, mi vien da dire che di certo non è la palma che sì è alzata da terra e ha scardinato foreste per farsi posto. Ma è l’uomo che con la sua avidità e mania di grandezza ha visto che sotto questa pianta si nasconde un bel business. Ma va beh…questa è solo una mera opinione personale.

Gli aspetti poco salutari di questo elemento si possono sintetizzare in:
  • Rovina il nostro sistema cardiocircolatorio
  • Provoca il diabete.
  • Forse è anche cancerogeno (per quest’ultima affermazione ci sono solo ipotesi e non ci sono studi al riguardo).
Perché fa male?

Perché contiene il 44% di acidi grassi saturi (chiamato Palmitico), e secondo uno studio dell’ OMS questo è uno dei principali acidi grassi che alzano il livello di colesterolo aumentando i rischi di coronaropatia.
Inoltre secondo le Università di Bari, Padova e Pisa, in collaborazione con la Società Italiana di Diabetologia è in grado di distruggere le cellule del pancreas che producono l’insulina provocando così il diabete mellito.

Perfetto! Allora sembra che tanto bene non faccia, ma di cose che non fanno bene e che contengono questi acidi grassi saturi, vedi il burro ad esempio, ce ne sono a volontà e basta quindi limitarli il più possibile.

Allora togliamo/limitiamo il consumo di questo olio. L’unico problema a quanto pare è che ho la dispensa piena di merendine, biscotti, snack dolci e salati, cracker e grissini in cui non ho visto un solo prodotto che non contenesse negli ingredienti “olio di palma” oppure “olii vegetali”. Ah no nelle gallette di mais effettivamente non c’è. Ho trovato solo questo.

E anche andando al supermercato e guardando, con una santa pazienza, l’elenco degli ingredienti di quello che compravo, l’ho letto ovunque su veramente tanti prodotti di marche famose e marche meno note.

Non mi dispero perché cercando comunque nel web si riesce a trovare anche un piccolo elenco di marche che hanno promesso di non usarlo (e mi lascia perplessa vedere che quest’ultime sono marche private: marche di supermercati o marche comunque non leader nel mercato).
Ho scoperto altri aspetti degni di nota.

Il primo è che il 20% dell’olio di palma importato in Italia viene usato nell’industria alimentare, il resto invece va a finire nella produzione di energia e in altri settori industriali quali cosmetici, farmaci, prodotti per la casa ecc.

Un altro aspetto interessante è che In realtà, esistono due tipi di olio di palma, uno giallo ricavato dai semi (“kernel”) ed uno scuro ricavato dal frutto. Il kernel è solitamente meno dannoso in quanto contiene un minore numero di acidi grassi saturi rispetto al semplice olio di palma. Sfortunatamente, l’etichetta commerciale non prevede una distinzione tra i due tipi, in modo da consentire al consumatore di scegliere “il meno peggio”.

Il secondo aspetto che mi ha veramente lasciato senza parole e che mi ha spinto a firmare alcune petizioni su change.org è che viene usato in maniera massiccia anche nei prodotti per la prima infanzia!
Da quando l’ho saputo io vedo l’oasi della crescita come un campo pieno di palme.
I miei fratelli dovrebbero ringraziarmi per avergli “rubato” i biscotti quando erano piccoli!

Comunque che non faccia bene a quanto pare nessuno lo mette in dubbio, quindi nell’attesa che chi di dovere faccia uno studio accreditato più approfondito, ho dato il mio contributo affinché questo ingrediente non compaia nella nostra dispensa e in particolar modo in quella riservata ai nostri bambini.





Il vostro cuore vi ringrazierà.


giovedì 14 maggio 2015

Cucine Per La Vita



Non è tanto la cucina che è per la vita, ma quanto l'acquisto di una cucina ti segna irrimediabilmente per la vita, e non mi riferisco solo alla spesa.


Andare alla ricerca di una cucina è una di quelle esperienze che fatta una volta ti basta per tutta la vita e anche più.

Non sto parlando di quelle tipiche cucine da villa signorile che si vedono su tutti i cataloghi di mobili e che ti occuperebbero già di loro metà del tuo piccolo appartamento e che diciamocelo ti fanno solo sbavare perché manco il lavello ci starebbe in quella parte di muro che devi arredare, ma di un comune angolo cottura dove fare stare l'indispensabile: frigo, lavello, fuochi, forno e un pezzo di ripiano dove appoggiare quei 30 piccoli elettrodomestici indispensabili ma che non si useranno mai.
Quindi cosa sarà mai arredare una cucina!?!

All’inizio sei tutta elettrizzata quando entri nel mobilificio: guardi queste cucine maestose e tutte hanno quel particolare che fa per te: allora prendiamo il colore di quella cucina, le maniglie di quella che abbiamo visto prima, e il lavello di questa.
Sì è tutto bello bellissimo, ti vedi perfettamente a cucinare con quei fornelli, ad usare quel forno dalle 20 funzioni diverse, insomma sembra quasi una fiaba…finché non arriva il momento del preventivo. E improvvisamente quella cucina intravista nell’angolo occasioni ti sembra la migliore fra tutte.

E poi non bisogna mai andare in un negozio solo, ma girare e girare ancora. 
E lo posso dire con assoluta certezza che più negozi si guardano meglio è! 
Certo la confusione poi è garantita e anche la più positiva ed energica delle persone già al terzo negozio ha sviluppato un considerevole aumento di scatole rotte.
E consideriamo che pur girando mille negozi alla fine i mobili si ripetono.

Allora perché girare quando poi si vede sempre lo stesso prodotto?? 

Perché cambiano le persone e le aziende con cui si ha a che fare.
La fregatura è sempre dietro l’angolo. Purtroppo ci sono troppi finti professionisti, aziende dalla politica aziendale discutibile e altre aperte da poco ma non si sa come esperti del settore da tot anni. E credetemi che capitare su una di queste categorie non è per niente difficile.

Se poi si ha la mia stessa sfortuna nel prendere sempre la decisione sbagliata allora forse è meglio tenersi il lavello base Ikea da meno di 100 € e il cucinino piccino picciò!

La sfiga nera che mi perseguita ormai da un po’ (e sì che non mi ricordo di aver rotto poi così tanti specchi fin ora) ha fatto sì che quest’esperienza, che per molti richiede solo qualche mese, per me invece è diventata mastrodonticamente lunga ed estenuante.

Dico solo questo: il 2 maggio 2015 il contratto ha compiuto un anno e ancora non è stato evaso! Auguriiiiiiiii!!!!

Comunque lasciando perdere i capelli caduti e quelli sopravvissuti che si sono sbiancati, la gastrite recentemente comparsa e le arrabbiature costanti, qualcosa ho imparato da tutto questo.

Provo a riassumerlo:
  •  MAI E DICO POI MAI ANDARE IN UN INGROSSO DI ARREDAMENTI: vogliono che firmi subito il contratto, dicono che poi non ci puoi ripensare, e in questo modo prima ti abbindolano e poi ti mettono fretta e la fretta è una pessima consigliera;
  • prima di firmare un contratto con una ditta passare in camera di commercio e CHIEDERE LA VISURA: non avrei mai firmato il contratto ne quantomeno dato i soldi se avessi saputo prima che era INATTIVA: meglio spendere 7 € in più piuttosto che rischiare di perdere una cifra molto molto più alta;
  • MAI SCEGLIERE A CATALOGO: la ricostruzione fatta sul PC con un'immagine quanto più precisa e realistica del progetto da maggiormente l'idea di come sarà poi nella realtà, è una domanda stupida ma vale la pena passar per sciocchi e chiedere se hanno un PROGRAMMA DI VISUALIZZAZIONE DEL PROGETTO (caspita ce l'ha persino l'IKEA!!!) piuttosto che ritrovarsi con una cucina che “immaginavate” diversa.
  • Non fate passare troppo tempo dalla stipula del contratto: i cataloghi e i prodotti cambiano continuamente e rischiate che il prodotto scelto inizialmente non sia disponibile o non in produzione!
  • DIFFIDARE DA CHI SI VANTA TROPPO: e questo vale non solo per l’acquisto di una cucina ma per qualsiasi cosa. Sono le classiche persone “solo chiacchiere e distintivo” che hanno un super ego e una super parlantina!
  • Se si è in due a fare il passo e si verifica un problema DECIDERE INSIEME LA STRATEGIA DA ADOTTARE.
Quando capitano certi intoppi è inevitabile arrabbiarsi e innervosirsi a maggior ragione se si parla di spese a 4 cifre, e se si ha la fortuna di condividere il bello e il brutto della vita con un'altra persona, purtroppo può capitare anche di peggio, ovvero di trascinare questo nervosismo verso l’altra persona: questo è forse l’errore peggiore che si può commettere. 

Già ce la prendiamo con il mondo intero per le sfortune che capitano, almeno una persona dobbiamo salvarla.

Quindi facciamo un bel respiro, sediamoci sul divano, e mangiamoci un bel gelato insieme: con il giusto apporto di zuccheri la vita è meno buia di quel che crediamo e i problemi si risolvono con più facilità.

"Tu non lo sai
come vorrei
ridurre tutto ad un giorno di sole
tu non lo sai
come vorrei 
saper guardare indietro 
senza fare sul serio 
senza fare sul serio 
come vorrei 
distrarmi e ridere"


giovedì 7 maggio 2015

Intro

Leggere, passeggiare, andare in bicicletta, una corsa al parco, prendermi cura delle poche piante sul balcone, e poi cucinare, guardare film, andare in giro per negozi a curiosare nuovi gadget e oggetti per la casa e ovviamente starmene stravaccata sul divano.
Questo è quello che mi piace fare e anche se non riesco in tutte (l'ultima mi riesce benissimo) ...almeno ci provo.

Tra l'altro negli ultimi anni, complice l'acquisto di una casa non proprio nuovissima e un budget molto ristretto, mi sono anche riscoperta come imbianchino, muratore e aiuto elettricista. E se proprio vogliamo dirla tutta il risultato di una dilettante ottenuto dopo giorni e giorni di duro lavoro, impegno e tanta pazienza è pari a quello di falsi professionisti che si presentano come esperti nel settore da una vita ma che in realtà sono solo cialtroni.  
E vogliamo mettere la soddisfazione di vedere un lavoro finito con le tue mani?!
Certo non tutto si può fare da soli e quando hai bisogno di qualcuno che sia capace c’è solo da incrociare le dita che ti capiti una persona seria.

Quello che ho imparato, e che sto imparando, è che non c’è da cercare la perfezione assoluta in entrambi i casi.
Vuoi un lavoro perfetto, pulito, esattamente come ce l’hai in mente tu, nel più breve tempo possibile e low cost???? E magari al mattino vorresti che ti portasse brioche e cappuccino???
Mi sa tanto che a qualcosa bisogna rinunciare!

Con il fai da te bisogna avere tanto tempo a disposizione, voglia e tenacia (non servono grandi capacità e nel caso comunque la rete pullula di video che illustrano come si fa qualsiasi cosa) e una buona dose di pazienza, ma alla fine con una spesa che si limita al solo costo del materiale, che tra l’altro non è da sottovalutare che lo scegli tu in base al tuo gusto e budget, hai un lavoro del tutto soddisfacente e ad un costo ridotto al minimo.
Ovviamente un lavoro eseguito da una persona seria e veramente capace non ha eguali, questo per forza di cose a discapito del portafoglio.

Quindi tenendo presente che lo stipendio è quel che è, e che ho una potentissima calamita nel trovare persone disoneste ho optato per il fai da me!